Per comprendere la portata degli eventi di agosto, ho fatto riferimento al prestigioso quotidiano italiano “Corriere della Sera” scrivendo l’ultimo capitolo del mio libro dedicato all’immigrazione albanese in Italia intitolato: “Anch’io un immigrante, come voi”. Ho dedicato tanti anni all’immigrazione albanese in Italia ed il primo articolo l’ho scritto e pubblicato appena arrivato in Italia nel 2004. Per il mio costante impegno per gli albanesi in Italia ho ricevuto dal Presidente del Consiglio Rama il titolo: “Ambasciatore della Nazione”.

Nel mio libro si trovano le mie opinioni, posizioni, storie vissute in primis ma anche di altri ed anche studi sull’immigrazione albanese in Italia. Sono molto contento di aver pubblicato questo libro in un momento cruciale dell’Albania che sta completando il percorso verso la sua piena adesione all’Ue e posso dire che, probabilmente, è tra i primi libri che si pubblica in Albania che tratta l’immigrazione albanese in Italia. La prefazione è scritta dal Flutra Açka, scrittrice molto nota in Albania e non solo.
Penso che ci siano due tappe storiche dell’immigrazione albanese, quelli degli Arberesh che si possono considerare “Diaspora” e la seconda fase che inizia proprio negli anni ’90, dopo il crollo del Regime Comunista. Per quelli dopo gli anni ’90, a mio avviso è presto parlare di “Diaspora” perché vanno e vengono spesso in Albania e tanti di loro ancora non hanno la cittadinanza italiana. Gli immigrati albanesi sono la comunità forse più integrata in Italia. Tanti di loro sono uomini di successo come imprenditori e molti altri sono laureati, confermandosi notevoli professionisti come avvocati, giornalisti, medici, infermieri, ingegneri, commercialisti, ballerini, fisioterapisti e, ultimamente, tanti di loro sono anche parte della vita politica, eletti come rappresentanti a livello locale. Il contributo degli immigrati albanesi per le loro famiglie e l’economia albanese in tutti questi anni è stato fondamentale, sia con gli investimenti diretti ma anche con i soldi spediti in aiuto alle famiglie. Penso che il mio libro sia un bel testamento per le nuove generazioni per non dimenticare il passato, ma anche di sentirsi orgogliosi del futuro. L’Italia è la seconda Patria per tutti noi e siamo riconoscenti per l’ospitalità ma anche per le opportunità che ci ha offerto.